Depressione: 3 milioni di malati, due su tre sono donne

Definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità “tra le prime cause di disabilità a livello mondiale”, nel nostro Paese la depressione colpisce complessivamente più di tre milioni di persone con una netta prevalenza di donne.

Questa malattia, che conta disturbi di diverso tipo, non è necessariamente causata da un evento ed è, soprattutto, una malattia vera e propria, che non va confusa con la tristezza o la demoralizzazione. La depressione maggiore, una tipologia particolarmente grave di questa patologia, interessa un milione di persone: di queste, solo la metà ottiene una diagnosi e di conseguenza un trattamento appropriato. Si registrano inoltre 130 mila pazienti non rispondenti ai  trattamenti: in questi casi si parla di Depressione Resistente al Trattamento, patologia per la quale non vi sono oggi opzioni terapeutiche risolutive.

Due dati drammatici: in Europa il 60 per cento dei suicidi viene commesso da persone che soffrono di depressione e il 15-20 per cento di tutti i malati di depressione tenta il suicidio. Altri dati drammatici riguardano l’aspettativa di vita: le donne depresse hanno un’aspettativa di vita inferiore di 10 anni e gli uomini di 14. I fattori che espongono principalmente alla malattia sono il lutto e l’impoverimento. E’ molto importante che i segnali della malattia siano individuati per tempo e che i pazienti siano presi in carico dal medico di famiglia e dallo specialista.

In un solo decennio – sottolinea il prof Mencacci, direttore dipartimento Neuroscienze al Fatebenefratelli di Milano – l’incidenza della malattia è aumentata del 18,4 per cento e con la pandemia il carico aumenterà molto: sono attesi oltre 150 mila casi in più.

Anche quando si tratta di forme depressive – aggiunge Ovidio Brignoli, vicepresidente SIMG – il primo professionista che incontra il paziente (o la famiglia del paziente) è il medico di medicina generale, che deve essere quindi informato su questi temi per impostare una prima cura o indirizzare il paziente allo specialista.

Ma quali sono i sintomi principali della depressione?
Perdita di piacere per ciò che amavamo, perdita di attenzione e concentrazione, continuo procrastinare decisioni e impegni, rallentamento nei movimenti, perdita/aumento di appetito. Tristezza e demoralizzazione sono stati d’animo, non malattie, ma se durano oltre un anno possono indicare inizio di depressione. Nella depressione maggiore i sintomi sono più marcati e compaiono anche agitazione, stanchezza, insonnia, sensi di colpa.

Secondo l’OMS, la depressione è tra le principali cause di disabilità al mondo  ed essendo in crescita, anche a causa degli effetti della pandemia, si prevede che nel 2030 sarà la malattia più invalidante al mondo con altissimi costi sociali e un forte impatto economico.

La campagna “La depressione non si sconfigge a parole”, sostenuta da Janssen Cilag, vuole dire a pazienti e familiari che le frasi “Dai, tirati su”, “Prova a reagire” non servono molto a chi soffre. Bisogna superare lo stigma, aiutare i pazienti a compiere il primo passo e sottoporsi a una visita; il medico di famiglia e lo specialista potranno individuare i sintomi depressivi e impostare una terapia appropriata.