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BUCCE D'UVA, POMODORI E OLIVE PER FARE COSMETICI
Buona parte dei 12 milioni di tonnellate di scarti da industria agroalimentare potrebbe essere utilizzata per la cosmesi

Dall'estrazione e dalla lavorazione di molecole contenute nelle bucce di uva, mele e pomodori, nella sansa e nelle acque di vegetazione derivanti dalla lavorazione delle olive si possono ottenere diversi prodotti cosmetici, tra cui latte detergente, tonico, creme per viso e corpo, per i massaggi e per la detergenza, compresi i capelli.
“Negli ultimi anni - spiega Mariella Bleve, amministratore di EticHub “il mondo della cosmetica ha dimostrato una forte propensione verso un migliore utilizzo delle risorse. Sono stati così avviati gli iter necessari ad acquisire brevetti per l’estrazione di principi attivi idonei alla successiva produzione di prodotti cosmetici. Spesso, infatti, come nelle acque di vegetazione delle olive o nella buccia d’uva, sono presenti polifenoli di grande interesse per la loro azione cosmetica, ricca di proprietà antiossidanti, quindi antiage”.
Gli scarti alimentari da cui estrarre i principi attivi sono numerosi  il loro reperimento, come spiega Bleve, non è difficoltoso. La difficoltà sta invece nel processo di lavorazione degli ingredienti estratti per renderli più facilmente formulabili.
Di questo e altri temi si è discusso nella prima giornata dei Saloni di CremonaFiere dedicati alla bioeconomia (BioEnergy Italy, Green Chemistry Conference and Exhibition, e Food Waste Management Conference) in programma dal 25 al 27 febbraio.

M.S.


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