HIV: prevenzione per migliorare salute e sostenibilità

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Nel 2024 in Italia sono state registrate 2.379 nuove diagnosi di HIV. Nel 40,3 per cento dei casi, l’infezione è stata scoperta quando il sistema immunitario era già gravemente compromesso. L’83,6 per cento delle nuove diagnosi di AIDS ha riguardato persone che avevano scoperto la positività al virus nei sei mesi precedenti, evidenziando quindi un ritardo diagnostico.
Oltre il 50 per cento delle persone con HIV seguite ha più di 50 anni, e circa il 60 per cento presenta almeno una patologia concomitante non correlata all’HIV. Il costo diretto medio di gestione è stimato in circa 9.700 euro l’anno per persona, mentre il costo cumulativo nell’arco della vita, su un orizzonte di 39 anni, è di oltre 220mila euro per paziente.
Uno studio del 2021 sulla valutazione delle conseguenze epidemiologiche ed economiche generate dal ritardo di trattamento dei pazienti HIV-positivi causato dalla pandemia COVID-19, ha evidenziato come il ritardo di trattamento potrebbe generare un peggioramento della condizione clinica dei pazienti e un aumento della mortalità HIV-correlata, mentre una ripresa tempestiva del trattamento per i pazienti HIV positivi potrebbe permettere di evitare fino a 687 decessi al decimo anno di analisi.

Le terapie hanno reso l’HIV una condizione cronica controllabile. In un recente studio condotto su persone con HIV in Italia, il 93 per cento dei partecipanti risultava virologicamente soppresso.
La prevenzione diventa leva di sostenibilità capace di ridurre nuove infezioni, costi futuri di trattamento e pressione sul sistema assistenziale.

“Oggi disponiamo di terapie che consentono alle persone con HIV un’aspettativa e una qualità di vita paragonabili a quelle della popolazione generale, ma questi risultati dipendono da una diagnosi tempestiva e da una presa in carico continuativa. A ciò si affiancano strategie preventive altamente efficaci, in grado di ridurre drasticamente il rischio di infezione e la trasmissione del virus. Dobbiamo rafforzare le azioni preventive su tutto il territorio nazionale, perché questo può determinare un impatto favorevole anche sulle finanze del sistema sanitario – afferma Massimo Andreoni, Professore Emerito di Malattie Infettive dell’Università Tor Vergata di Roma e autore della prefazione al Report.

“Gli strumenti per cambiare la traiettoria dell’HIV esistono già: terapie efficaci e strategie di prevenzione innovative. La vera sfida è garantire che le soluzioni siano accessibili in modo uniforme su tutto il territorio nazionale – sottolinea Stefano Vella, Professore aggregato di Salute Globale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e autore della prefazione al Report.

Per rendere le buone pratiche uno standard omogeneo e misurabile in tutte le Regioni, il report individua alcune priorità, tra cui:
-rafforzare la governance nazionale
-ampliare l’offerta di test rapidi e di prossimità
-garantire un accesso uniforme alle terapie
-aggiornare i percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA)
-creare reti di collegamento tra centri specialistici e servizi del territorio e delle comunità.


Riferimenti bibliografici

  1. Istituto Superiore di Sanità; Notiziario Iss-Coa 2025; Avaible at: https://www.epicentro.iss.it/aids/pdf/coa-2025.pdf
  2. Marcellusi A, Bini C, Andreoni M, Antinori A, Mennini FS. Valutazione delle conseguenze epidemiologiche ed
    economiche generate dal ritardo di trattamento dei pazienti HIV-positivi causato dalla pandemia COVID-19. Glob
    Reg Health Technol Assess. 2021 Oct 25;8:147-154. Italian. doi: 10.33393/grhta.2021.2279. PMID: 36627876;
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  3. Ramgopal MN, Castagna A, Cazanave C, et al. Efficacy, safety, and tolerability of switching to long-acting cabotegravir
    plus rilpivirine versus contin

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