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Il tumore dell’endometrio o del corpo dell’utero rappresenta la quasi totalità dei tumori che colpiscono il corpo dell’utero ed è il 4° tumore più frequente nella popolazione femminile dopo quelli al seno, al colon e al polmone. In Italia ne sono affette 117mila donne e ogni anno si registrano circa 10mila nuovi casi. Oltre il 90 per cento riguarda donne di oltre 50 anni. Il tumore dell’endometrio è in aumento a causa dell’allungamento della vita media, dei mutamenti degli stili di vita e alimentari e dell’utilizzo di terapia a base di estrogeni. Attualmente non esistono strumenti di prevenzione o test di screening per questa neoplasia. 

Circa il 75-80 per cento dei tumori dell’endometrio è rappresentato da adenocarcinomi, tumori che si sviluppano a partire dalle cellule ghiandolari. Meno del 5% dei tumori uterini è un sarcoma, un  tumore maligno che si sviluppa a partire dal tessuto connettivo e muscolare liscio e che tende a essere più aggressivo. Gli adenocarcinomi dell’endometrio sono classificati come segue:

TIPO 1
I carcinomi di tipo I (adenocarcinoma endometrioide) sono i più comuni (80% dei casi), rispondono agli estrogeni e non sono molto aggressivi, tendono cioè a crescere lentamente con una bassa probabilità di diffondersi oltre l’utero. Generalmente si manifestano in donne più giovani o obese, oppure in perimenopausa. La prognosi per le donne con tumori di tipo I è favorevole.

TIPO 2
I carcinomi di tipo II (sieroso, papillare, a cellule chiare), non estrogeno-dipendenti, sono più aggressivi, crescono cioè più rapidamente e con una maggiore probabilità di diffondersi ad altri organi. Rappresentano il 10% circa di tutti i tumori dell’endometrio e tendono a colpire le donne più anziane. La prognosi per le donne con tumori di tipo II è peggiore.

I fattori di rischio

Età: Il tumore dell’endometrio si presenta maggiormente dopo la menopausa
Estrogeni: è ormai accertato che la possibilità di sviluppare questo tumore aumenta a fronte di una eccessiva esposizione agli estrogeni come avviene in caso di inizio precoce del ciclo mestruale (menarca precoce), di menopausa tardiva o dell’assenza di gravidanze (nulliparità).
Obesità: Un eccessivo accumulo di grasso corporeo aumenta il rischio di malattia probabilmente come conseguenza della produzione di ormoni estrogeni a partire dal tessuto adiposo
Diabete: spesso associato all’obesità, il diabete implica una condizione di insulino-resistenza che può stimolare la crescita delle cellule tumorali
Terapie ormonali sostitutive: aumenta il rischio l’assunzione, durante la menopausa,  di terapie ormonali sostitutive a base di estrogeni non adeguatamente bilanciate dall’assunzione di progestinici
Familiarità: il rischio di malattia aumenta in presenza  di una madre o di una sorella  che abbia già ricevuto una diagnosi di tumore endometriale.
Ereditarietà: la Sindrome di Lynch è una condizione ereditaria che aumenta il rischio di sviluppare un tumore dell’endometrio o del colon in età giovanile.
Tamoxifene: l’assunzione prolungata di tamoxifene, un farmaco utilizzato per il trattamento dei tumori al seno, può aumentare il rischio  di tumore dell’endometrio e di sarcoma uterino

I fattori di protezione

Controllo del peso: mantenere un peso ideale
Movimento: svolgere regolarmente attività fisica
Alimentazione: seguire una dieta sana e ricca di fibre ha un ruolo protettivo
Pillola anticoncezionale: assumere a lungo termine la pillola anticoncezionale combinata contenente un dosaggio bilanciato di estrogeni e progesterone o la minipillola a base di solo progesterone sembrerebbe ridurre il rischio di tumore dell’endometrio, dell’ovaio e del colon.

I sintomi

L’esordio clinico del tumore dell’endometrio è rappresentato nella stragrande maggioranza dei casi da un sanguinamento vaginale anomalo, cioè da una perdita ematica che si presenta dopo la menopausa in qualsiasi momento o, in età fertile, fra due periodi mestruali, a seguito di un rapporto sessuale, in cicli irregolari abbondanti e più lunghi del normale. 
Anche se un sanguinamento vaginale può essere sintomo di condizioni non neoplastiche (es. fibromi uterini, polipi endometriali, lesioni del basso tratto genitale) è di vitale importanza eseguire una visita ginecologica in presenza di tale sintomo (soprattutto se compare dopo la menopausa).

Le donne che per storia familiare o ereditarietà genetica (Sindrome di Lynch) hanno un alto rischio di sviluppare un tumore dell’endometrio dovrebbero effettuare regolari controlli ginecologici. 

La diagnosi

Come per tutti i tumori, anche per il tumore dell’endometrio la diagnosi precoce è fondamentale; l’iter terapeutico prevede:
Visita ginecologica con esame obiettivo pelvico ed esame speculare
PAP test

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